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Dareste
fiducia ad una scuola di musica dalla quale è uscita gente del calibro di Tim
Stafford, Adam Steffey, Barry Bales o Kenny Chesney… Certo, perché le premesse
che dalla ETSU esca qualche altra futura star del bluegrass ci sono tutte.
Questa
ETSU è la East Tennessee State University e possiede un ‘Bluegrass and Country
Music Program’, amministrato dal CASS, ‘Center for Appalachian Studies and
Services’: insomma, un posto dove si vive di musica.
Il disco
contiene brani interamente scritti e suonati da alcuni studenti ed è doveroso
citarli tutti. Iniziamo da Becky Buller, della quale si era già scritto in
occasione del suo primo disco solista Rest My Weary Feet. E’ forse la
più matura: voce decisa, robusta tecnica al fiddle, grinta e gusto. Passiamo
poi a Taro Inoue, un mandolinista con gli occhi a mandorla e dalla impostazione
molto classica ed a Daniel Boner che ci presenta due dolci ballate acustiche
cantate in modo molto tradizionale.
Continuiamo
con Martha Scanlan, carina e abile nello scrivere ed interpretare sia un tipico
old-time sia un blues intrigante, e poi con Roy Andrade che propone un ritmato
old-time reso ottimamente dal suo fretless banjo e dal fiddle di Heidi Andrade:
anche loro tre hanno già inciso un disco, The Reeltime Travelers.
Troviamo
poi uno strumentale assai moderno del banjoista J. P. Mathes ed il triste pezzo
di Josh Goforth, violinista molto impostato e ancora la bella voce pacata di
Brian Bennett.
Terminiamo
con Robin Cleavenger, una ragazza che domina, anche fisicamente, il suo
contrabbasso: uno dei pezzi da lei scritto, il raffinato Quiet Now, a
mio avviso è il migliore del disco.
Non
dimentichiamo gli altri studenti coinvolti in questo lavoro: Megan Gregory e
Thomas Sneed.
Non solo
una tesina universitaria o una dimostrazione di ‘orgoglio’ bluegrass, ma
veramente un buon dischetto, vario e ben fatto. Di qualcuno di loro risentiremo
certo parlare…
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