Bluegrass 2001
Artista : A.A.V.V.  
Label: Pinecastle PRC-1112
Anno: 2001

Stile:
Bluegrass Tradizionale
di Maurizio Faulisi

A meno che non sia già apparso nell’edizione 1998, unico CD della serie che mi manca, la raccolta di strumentali (con un’eccezione come vedremo) che la Pinecastle pubblica ogni anno vede l’arrivo dell’ex Newgrass Revival John Cowan al basso elettrico (in passato c’erano Mark Schatz, Barry Bales e Mike Anglin). Gli altri sono i sempre presenti Scott Vestal al banjo, Jeff Autry alla chitarra (dal ’96; nel ’95 la chitarra era del buon Clay Jones), Wayne Benson al mandolino. Poi Randy Kohrs al dobro (nel ’96, ’97 e ’99 c’era Rob Ickes) e il canadese Jim VanCleve al fiddle (altri anni abbiamo ascoltato Ron Stewart, Rickie Simpkins e Haubrey Haynie).

Che dire, tutto ciò che decidono di suonare questi ragazzi lo eseguono lasciando a bocca aperta l’ascoltatore, non solo l’occasionale, ma anche chi conosce bene Scott Vestal & Co.

Con loro si va sul sicuro. I musicisti di un certo livello alla ricerca di brani da inserire nel repertorio hanno trovato in questa collana un ricca fonte d’ispirazione. I semplici ascoltatori che amano il bluegrass strumentale hanno sempre di che divertirsi.

Mai esageratamente progressivi (beh a parte in X Grass), sempre rispettosi della tradizione ma al contempo sempre pronti a proporre arrangiamenti nuovi e moderni di classici e nuovi brani in chiave contemporanea nello stesso spirito dei classici del genere.

7 su 13 sono originali dei componenti della band, poi c’è un Sam Bush, due Monroe, due tradizionali e un Richard Strauss (!) in chiusura.

Pezzi bluegrass al fulmicotone (Panhandle Country, Ralph Crimson e il cantato It’s Mighty Dark For Me Travel) fiddle tune sostenute da una ritmica pulsante (ascoltate che meraviglia Cascades di Van Cleve o la sempre trascinante Foster’s Reel, ma anche Greenbrier di Autry e Chattanooga Breakdown di Benson).

Tutti i musicisti sono strepitosi. Scott Vestal ormai da tempo non fa rimpiangere l’assenza dalle scene blue e newgrass di Bela Fleck; Wayne Benson, Randy Kohrs e Jim VanCleve fanno cose da standing ovation, ma la palma d’oro va Jeff Autry, è meraviglioso (il suo assolo in Panhandle Country vi stordirà). Un disco da urlo. Che bello averlo, che peccato non acquistarlo.


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