Usher’s Island
Artista : Usher’s Island  
Label: Vertical/Compass 7 4701 2
Anno: 2018

Stili:
Folk
Celtic Folk
di Remo Ricaldone
Usher’s Island

Seguire i mille rivoli della musica tradizionale irlandese è impresa complicata tanto quanto sono le ‘incarnazioni’ dei progetti presentati, alcuni effimeri, altri più longevi.

I membri di questa nuova band sono veterani di mille sessions, di innumerevoli dischi che hanno fatto la storia dei suoni tradizionali d’Irlanda da più di quattro decadi, passando attraverso nomi come Planxty, De Danann, Patrick Street e collaborazioni varie. Andy Irvine, Donal Lunny, Paddy Glackin, Mike McGoldrick e John Doyle si sono ritrovati nel 2015 e dopo numerosi concerti hanno dato alle stampe il loro primo sforzo comune, un disco omonimo che segue fedelmente il solco tracciato dalle band precedentemente citate risultando a tutti gli effetti i loro più credibili eredi.

La ricetta è tanto ‘classica’ quanto ancora godibile ed intensa: gighe, reels e hornpipes che si alternano a ballate struggenti e agrodolci stemperando i ritmi e contribuendo a creare un insieme sufficientemente variegato, con tradizionali ed originali che si dividono quasi equamente gli spazi. Grande è naturalmente il lavoro agli strumenti a corda (mandola, chitarre acustiche e naturalmente bouzouki, marchio di fabbrica del suono tradizionale irlandese da molto tempo) e specialmente Donal Lunny e John Doyle si mostrano strepitosi musicisti, con l’aggiunta dell’inconfondibile peso melodico di Andy Irvine e della sopraffina tecnica del flautista (anche alla uillean pipe) Mike McGoldrick e del fiddler Paddy Glackin.

Gli strumentali sono suonati con la consueta straordinaria bravura e coinvolgimento mentre meritano una citazione particolare i brani cantati, partendo dalla arcaica Bean Phàidìn già nel repertorio dei primi Planxty fino a Heart In Hand di John Doyle con inflessioni un po’ americane (grazie anche all’armonica di Andy Irvine) così come le accorate Cairndaisy, Felix The Soldier, l’eterea Wild Roving (nota anche come The Wild Rover) e la frizzante e nostalgica As Good As It Gets, The Blue Trouser Suit.

Un disco questo che rinnova antiche magie e riporta in primo piano una stagione musicale di grande peso storico.


Fonte: The Long Journey anno 2018
Segnala la pagina
parola:
dove:
A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R
S T U V W X Y Z
Winter Solstice
John McCutcheon
Winter Solstice
Beyond The Blue
Duhks
Beyond The Blue
Beneath Some Lucky Star
Bill Staines
Beneath Some Lucky Star

design & powered in 2005 by Nora Pezzoli | cookies policy