Wherever I Go
Artista : Bob Amos  
Label: Hayden's Ferry 99022
Anno: 1999

Stili:
Bluegrass Moderno
Singer Songwriter
di Dino Della Casa
AMOS

Tanto di cappello alla coraggiosa indie Hayden’s Ferry, ubicata in quel di Tempe, Arizona e complimenti ai suoi talent scouts (ma non è poi così difficile trovare il materiale fra cui scegliere, il problema è la quantità degli aspiranti, più che la qualità delle proposte).

Il cantante e chitarrista Bob Amos esce dal gruppo Front Range, noto per la sua significativa militanza nell’ambito del progressive bluegrass ed è al suo esordio in veste di solista.

Fin qui il parallelo che per primo balza alla mente è quello con John Starling dei venerandi Seldom Scene. Se l’iniziale I’m Back è adagiata ancora nel fresco dell’erbetta azzurra, la seguente struggente ballata acustica che dà il titolo all’album si colloca in un ambito più decisamente cantautorale, pur tenacemente legato a quelle tematiche country-oriented riscontrabili in tutto il lavoro.

Molto ricercate le armonie vocali a fronte di un accompagnamento strumentale invece molto discreto.

Say What You Mean riprone le assonanze vocali con il migliore James Taylor, che già erano state ravvisate nel primo brano.


Se The Fields Of Home è eseguita 'a cappella' insieme al solo David McLaughlin con risultati quasi religiosi, Two Parts Sweat è uno spigliato country-boogie scodellato da strumenti acustici e tirare in ballo Ricky Skaggs – tanto per fare dei paragoni a tutti costi – non mi sembra fuori luogo.

Il sognante arpeggio che introduce November ci rimanda per un attimo all’introduzione di Georgia On My Mind, ma la ballata può tranquillamente brillare di luce propria, dolce e malinconica come un’occhiata fuggevole ad un pomeriggio novembrino, con il suo cielo imbronciato, pur tuttavia confidenziale ed amico.

Non siamo che a metà di questo album che non esito a definire davvero eccellente, ma non voglio dilungarmi oltre, lasciando a Voi il piacere di scoprire il resto e Vi assicuro che non resterete delusi. Bob è entrato di diritto nei top-40 della classifica Gavin Americana, ma la sua caratura artistica senza dubbio farà ancora parlare di lui molto presto.


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