The Stories I Write
Artista : Bob Cheevers  
Label: Hayden's Ferry 99052
Anno: 1999

Stili:
Folk
Singer Songwriter
di Dino Della Casa
CHEEVERS

L’etichetta Hayden’s Ferry è una indie ubicata in quel di Tempe, Arizona ed è decisamente attenta ai talenti locali.

Bob Cheevers rappresenta un valido esempio della produzione di questi coraggiosi pionieri del suono del sudovest USA. L’approccio è decisamente cantautorale, con frequenti riferimenti più o meno evidenti alla tradizione popolare americana, quella che pesca nel repertorio country, folk e blues.

Dotato di una voce molto personale e facilmente riconoscibile, con qualche vaga reminiscenza di Neil Young e dei toni nasali tipici di Willie Nelson, Bob Cheevers ci propone i quattordici brani che compongono questo suo esordio dal titolo The Stories I Write.

Già il solo titolo evidenzia un concetto importante: Bob canta ciò che lui stesso vive e sperimenta sulla propria pelle ed i suoi personaggi risultano altrettanto veri e reali.


Un banjo sperduto chissà dove nei bracci del delta ci introduce al brano di apertura, Delta Gold, che narra di luoghi comuni legati a paesaggi tipicamente sudisti.

Watermelon Jim è un vecchio di colore che vive in una capanna sgangherata (secondo la migliore tradizione degli stati del sud) ubicata dietro la casa dove il nostro è cresciuto. Non sa leggere o scrivere, ma ama sua moglie e si guadagna da vivere vendendo meloni direttamente dal cassone del suo pick-up, mentre aspetta il tramonto per riesumare la sua chitarra.

Il title-track si presente invece in forma di maestosa ballata, con un attacco della voce tale da far impallidire lo stesso Neil Young e tutti i suoi cloni.

Put On My Love ci culla sulle corde di una languida chitarra classica, mentre That’s What I’ll Do Tomorrow si perde fra gli arpeggi di una chitarra acustica ed i pensieri più introspettivi che si possano immaginare: ballata davvero eccellente, eseguita con una voce che personalmente ritengo davvero valida.


Rose Hips è il momento più 'country, se proprio vogliamo andarlo a cercare per il gusto di etichettare l’etichettabile. Più che di country vero e proprio, preferirei tirare in ballo una sorta di rilassato western swing, dove la steel e l’iniziale fiddle rappresentano i capisaldi strumentali.

Heroes ha il passo della ballata texana più classica e la sentirei molto adatta ad una interpretazione ben cadenzata dal vocione di Waylon Jennings. Il testo tratta di personaggi del tutto quotidiani, che però si trasformano in eroi nel momento in cui, per esempio, il ragazzo rifiuta la proposta dello spacciatore di fare un 'tiro', la madre di famiglia che svolge doppio lavoro per sostenere la famiglia e via dicendo. Un altro brano degno di nota particolare.

Servirebbe a poco citare e disquisire di ogni canzone. Molto meglio contattare Bob e la sua etichetta per allargare i nostri orizzonti.


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