Mud On The Tires
Artista : Brad Paisley  
Label: Arista 50605
Anno: 2003

Stile:
New Country
di Emanuele Tilli

Quarto album per Brad Paisley che si conferma essere uno dei giovani più interessanti del panorama musicale di Nashville. Più interessanti non solo secondo le classifiche che lo vedono spesso riempire le prime posizioni, ma anche secondo una critica obiettiva e competente che trova sempre nei suoi albums quell’ottimo mix di originalità e tradizione legato ad una sottile dose di umorismo nei testi quando serve.

Questo suo nuovo Mud On The Tires non fa quindi eccezione e ci regala più di un’ora di buona musica country molto varia nello stile e nei messaggi distribuita su ben 17 tracce.

Si va dall’ honky tonk a sonorità bluegrass, da veloci brani strumentali a ritmi swing.

Allo stesso modo i testi sono a volte impregnati di simpatico umorismo, altre volte invece di forte e struggente malinconia.

Di certo il primo singolo dell’album appartiene alla prima categoria; Celebrity è infatti una simpatica critica a quei reality shows (quelle trasmissioni alla Grande Fratello per capirci) che nascono come funghi in TV e creano divi da quattro soldi che dopo poco tempo spariscono con la stessa velocità in cui hanno acquistato la loro notorietà. Personaggi la cui popolarità deriva soltanto dalla costante esposizione al pubblico televisivo e non ad alcuna particolare abilità o talento personale. Bello questo brano anche dal punto di vista musicale e non a caso ha raggiunto il primo posto delle classifiche.

Ancora ironia in That’s Love con quel ritmo honky tonk dove la steel guitar e la chitarra telecaster guidano il ritmo, il ritornello è molto orecchiabile e da cantare a squarcia gola in coro, mentre il testo divertente ci ricorda che a volte le bugie possono essere un segno d’amore.

Dello stesso ritmo è Hold Me In Your Harms (And Let Me Fall), tradizionale quanto i classici di Buck Owens e George Jones, compresi i magnifici giri di fiddle e steel guitar.

L’originalità dei testi di questo nuovo lavoro è udibile fin da subito, il primo brano che incontrerete è la title track che, data la foto di copertina, potrebbe fungere da colonna sonora all’album stesso. Si tratta di un godibilissimo medio tempo ne quale si parla di un fuoristrada nuovo di zecca da provare e da sporcare da due innamorati su una strada fangosa (sembra quasi un rito di iniziazione per quell’auto…). Strada che porta ad un lago dove i due hanno la possibilità di rimanere da soli e magari rimanere bloccati nel fango (!!).

La sbarazzina Ain’t Nothing Like come la lenta Little Moments pongono l’attenzione su quei piccoli momenti della vita quotidiana ai quali spesso non prestiamo attenzione, quei piccoli episodi della nostra routine di tutti i giorni dei quali però non potremo fare a meno… il relax dopo una giornata di lavoro… una bibita fresca… l’affetto e le coccole della propria metà.

Ancora il tema della popolarità in Famous People dove il simpatico racconto di una star di Hollywood che incontra un negoziante di una piccola cittadina di provincia si stende su un ritmo medio e sincopato che ricorda lo stile di Kenny Chesney.

Completamente acustica è la lenta Dixie Lullaby, bellissima la voce di Brad assieme a quella di Alison Krauss che con una sezione strumentale composta principalmente da chitarre acustiche, dobro e batteria ci porta verso atmosfere notturne e malinconiche.

The Cigar Song è un country blues sudista che sembra rubata dal repertorio di Travis Tritt.

Is It Raining In Your House, successo di Vern Gosdin del 1990, sfoggia tutte le qualità vocali del cantante che si impegna in uno dei pezzi più intensi del disco per dare al brano quell’atmosfera triste e malinconica che segue quando una coppia si lascia come descritto dal testo.

Questi sono solo i punti salienti di un album che ha anche spazio per altre belle canzoni, brani strumentali dove la chitarra telecaster suonata magistralmente da Brad Paisley fa da padrona, e simpatiche chiacchierate e scherzi con Billy Anderson, George Jones e Little Jimmy Dickens.

Possiamo dire quindi che in molte parti dell’album affiorano atmosfere di improvvisazione e una spontaneità che raramente troviamo in altri prodotti di Music City e questa è senz’altro un altro aspetto dell’originalità e del valore di questo Mud On The Tires.


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