An Evening With The Dixie Chicks (DVD)
Artista : Dixie Chicks  
Anno: 2003

Stili:
Bluegrass Moderno
Country Acustico
di Emanuele Tilli

Mettete 3 ragazze, tre delle star più luminose di Nashville, di bella presenza e indubbio talento artistico, un pugno di musicisti che chiunque vorrebbe avere nella propria band indifferentemente dalla musica che suona, il tutto in una cornice fantastica di uno splendido teatro nel cuore di Hollywood e un pubblico estasiato ed ecco che ciò che ne esce fuori è una performance, un concerto indimenticabile, qualcosa che vorremmo non finisca mai, che non sbiadisca nel tempo e che rimanga sempre viva e pulsante ogni volta che la cerchiamo.

Ed ecco che la tecnica moderna arriva ad accontentarci; questo An Evening With Dixie Chicks è uno dei primi concerti country in DVD, una fortuna quindi per tutti gli appassionati, soprattutto per quelli come noi che non hanno la possibilità di godersi tali spettacoli dal vivo… a meno che non si espatri o emigri all’estero e preferibilmente oltreoceano… Questo formato di lettura su cd preserverà il contenuto sonoro, delizia delle nostre orecchie e visivo, gioia per i nostri occhi, intatto e durevole nel tempo. Perciò è come comprare il biglietto del concerto una volta e poterlo vedere all’infinito… bèh lo so, non è proprio la stessa cosa…

Non è un concerto normale, le Dixie non suonano principalmente i loro vecchi successi ad eccezione di qualche pezzo in chiusura, bensì il materiale che troviamo in questo DVD è lo stesso del loro ultimo album Home, peraltro ben diverso dagli altri due precedenti in quanto quasi completamente acustico e non proprio country se per country intendiamo new country elettrico, invece molto più gluegrass e spesso difficilmente classificabile, come a calcare quella

sottile linea di demarcazione che separa il country dal bluegrass e dal folk.

La definizione esatta per tale musica è stata trovata da Natalie Maine lead vocalist delle tre ragazze texane, la quale ha dichiarato che non è propriamente un album country, elementi bluegrass, folk e country si mischiano, sonorità di oggi e di ieri si incontrano a formare ciò che può essere definito rootsy.

Un vero concentrato di musica popolare americana quindi e anche secondo Garth Brooks il modo per creare qualcosa di innovativo rimanendo sempre però nel pieno rispetto della tradizione. Un album nel quale, ancora secondo Natalie, si può ascoltare il presente, il presente e il possibile futuro della musica country.

Il concerto si apre con i primi tre hit dell’album. Long Time Gone, perfetta per un’esecuzione dal vivo, Landslide e The Travelling Soldier. Le ragazze sono davvero in forma; Martie Magurie manda in estasi il pubblico con i suoi assoli

Al fiddle e tanti applausi anche per Emily Robison e il suo banjo che con un elegante lungo vestito nero cerca di nascondere un ingombrante gravidanza, cosa che comunque non le pregiudica affatto la sua performance.

E così si snocciolano gli altri brani tra velocissimi bluegrass come White Trash Wedding, Tourtured Tangled Hearts, Lil’ Jack Slade e ballate country e folk: I Belive In Love, Godspeed (Sweet Dreams), o More Love dal bellissimo testo che invoca la forza pacificatrice dell’amore. Non a caso prima di intonare questa canzone Natalie fa riferimento alla polemica avvenuta tra lei e Toby Keith dopo che la stessa lo ha attaccato furiosamente per la sua canzone nazionalista Courtesy Of The Red White And Blue (The Angry Americans), come a volerci mettere una pietra sopra.

Poi è il momento dei vecchi pezzi anch’essi eseguiti in acustico ed è ovazione fin dalle prime note di Wide Open Spaces. Tutto il teatro fa da coro alle prime strofe di Cowboy Take Me Away tanto da sembrare un vero coro professionale. Poi Natalie dice “...non mi stancherò mai di uccidere questo ragazzo…” e tutti sanno che la prossima canzone è Goodbye Earl e nessuno può più stare seduto. All’indiavolata Sin Wagon poi il compito di chiudere il concerto.

L’ultima nota va alla band, un gruppo di musicisti a dir poco eccezionali i cui virtuosismi vengono puntualmente captati dalle telecamere che assieme ad un ottimo lavoro di regia e montaggio esaltano l’effetto quasi da far venire complessi di inferiorità a chi è competente in merito.


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