Full Circle
Artista : Marty Raybon  
Label: Doobie Shea DS-2007
Anno: 2003

Stile:
Bluegrass Moderno
di Roberto Galbiati

Il nome di questo artista potrà non dire più di tanto ai patiti di bluegrass e non ci sarebbe di che stupirsi. Chi invece dovrebbe fare un sussulto al nome di Marty Raybon sono gli appassionati di musica country, in particolare di quella che si produce a Nashville, sì perchè per qualche anno il nostro è stato membro della band Shenandoah, uno dei gruppi più famosi a cavallo tra glia anni 80 ed i primi 90.

Ma Raybon e la musica bluegrass hanno avuto una storia comune che risale agli anni della adolescenza quando assieme a papà Ken ed ai fratelli Tim e Rick girava la Florida con la family band American Bluegrass Express.

Poi il trasferimento a Music City e l’esperienza con i Shenandoah, il successo con canzoni come The Church On Cumberland River un allontanamento più di etichetta che di spirito con la musica tradizionale.

Oggi Marty Raybon torna al suo primo album ma se come nel periodo country non aveva mai abbandonato alcuni aspetti della musica bluegrass, così oggi che torna all’acustico, lo fa portandosi dietro tutta l’esperienza fatta nel circuito mainstream.

Ed in effetti questo Full Circle più che un disco bluegrass nella più tradizionale accezione, meglio si presenta se inteso come un album di musica country acustica, buona musica country acustica.

A parte i doverosi tributi ai padri del genere, Down The Road (di Flatt e Scruggs), Rocky Road Blues (Monroe) e Home Run Man (Martin), il resto delle canzoni è costituito da ballate medio lente scandite principalmente da chitarra e fiddle che portano in primo piano la bella voce dell’artista.

Un esempio delle scelte musicali è costituito da Everything, scritta dallo stesso Raybon che qui duetta con una Sonya Isaacs in splendida forma. Ghost In This House di Hugh Prestwood, già nel repertorio dei suoi Shenandoah, rivive qui nella sua veste migliore, quella acustica con la seconda voce del fratello Tim a far rivivere la breve esperienza dei Raybon Bros. Una citazione particolare mi piace dedicarla a Websters Definition, il pezzo che più di tutti mi ha fatto alzare il volume dello stereo.

In conclusione questo primo album bluegrass di Marty Raybon ci serve innanzitutto per ritrovare un bravo artista che avevamo un po’ perso di vista, di più offre una doppia possibilità agli appassionati di country e bluegrass per avvicinarsi, riscoprire o approfondire reciprocamente i due generi musicali. Bravo Marty!


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