I Don't Want To Miss A Thing
Artista : Mark Chesnutt  
Label: Decca DRND 70035
Anno: 1999

Stile:
New Country
di Remo Ricaldone
MARK CHESNUTT

Per i lettori di Country Store Mark Chesnutt è un musicista che ha bisogno di poche presentazioni. Ci siamo soffermati a lungo sul cantante di Beaumont, TX, in quanto è uno dei grandi della country music contemporanea.


Questo I Don't Want To Miss A Thing è l'ottavo album se si include il suo greatest hits ed è uno dei suoi dischi più positivi, ispirati e vari. Le sue doti vocali sono indiscutibili (la sua è una delle più belle voci dell'attuale panorama di Nashville) e la sua musica riesce sempre a rimanere mirabilmente in equilibrio tra moderni arrangiamenti e un grande amore per la tradizione (George Jones è uno dei suoi eroi) che non lo ha mai abbandonato in tutta la sua carriera.


I Don't Want To Miss A Thing  è il classico album che potrà piacere sia  ai suoi (tanti) fans che ai neofiti, con un repertorio che comprende ballate, honky-tonks, swing e una spruzzata di cajun. La title-track è la dimostrazione che Mark Chesnutt si disimpegna molto bene anche con materiale non strettamente country, essendo infatti una intensa ballata scritta da Diane Warren (quella di "How do I live" interpretata da Trisha Yearwood e da LeAnn Rimes) e rifatta dal gruppo rock americano Aerosmith.


Poi Mark rientra nei panni di classico country singer con una serie di godibilissimi brani che toccano, come già detto, swing (My Way Back Home e  That's The Way You Make An Ex), ballate molto ben calibrate (I'll Get You Back e soprattutto Tonight I'll Let My Memory Take Me Home permeata di intensa nostalgia) e cajun (Jolie). Sono da citare anche due ottimi brani midtempo come This Heartache Never Sleeps che ha già riscosso un buon successo nelle classifiche country e What Was You Thinking.


Let's Talk About Love invece chiude in bellezza il disco ed è un trascinante brano (l'unico in cui Chesnutt compare tra gli autori) nel quale si alternano splendidi assoli di chitarra elettrica, steel e fiddle. Mark Chesnutt ha, ancora una volta, confezionato un validissimo lavoro che, a mio parere, supera in qualità il già brillante Thank God For Believers di un paio di anni fa.


L'ennesima dimostrazione di valore per un musicista profondamente onesto e legato alle proprie radici ma anche un solido punto di riferimento per coloro che amano la country music.


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