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Willie Nelson: un grande, anzi un grandissimo della musica
country, sulla scena dall'ormai remoto 1962 (ma aveva giá registrato dei
singoli per la piccola label texana SARG giá nel 1955) ed ancora solidamente
ancorato ai valori che hanno perpetuato negli anni il fascino di questa
espressione musicale prettamente statunitense.
Il nuovo disco su Justice č il piú country degli ultimi anni e
senza ombra di dubbio uno dei suoi migliori prodotti in assoluto. Grandi
classici del repertorio country sono qui riproposti con dovizia di quella gut
string guitar (chitarra acustica con corde di budello) solista che risulta
ormai inconfondibile alle orecchie - ed al cuore - di coloro che conoscono ed
apprezzano Willie fin dalla metá degli anni '70.
In alcuni pezzi Willie duetta con Kimmie Rhodes (che lo aveva
ospitato nel suo ultimo progetto West Texas Heaven), ma il tessuto
musicale che fa da sfondo č puro Willie Nelson style: sobrio, essenziale,
eppure sufficiente a definire quel senso di maestosa autoritá non certo
imposta, ma doverosamente riconosciuta a Willie dai suoi colleghi ed
estimatori.
Un prodotto che definire eccellente non č un'esagerazione, ma il
risultato di una ponderata meditazione.
Anche se la valutazione č necessariamente soggettiva, la sostanza
rimane immutata e molti ascoltatori nuovi e vecchi si (ri)avvicineranno
sicuramente a Willie tramite questo CD, non fosse altro per rivivere in parte
le atmosfere che ci avevano fatto sognare ai tempi di Red Headed Stranger.
Tecnicamente parlando, la registrazione č ottima ed i musicisti
che accompagnano Willie (Grady Martin, Jody Payne, Pete Wade, Chip Young,
Bobbie Nelson e Buddy Emmons) risultano eleganti comprimari alla personalitá
artistica di un uomo che riesce a dare la sua personalissima ed inconfondibile
impronta ad ogni pezzo che esegue.
Willie Nelson: un artista a trecentosessanta gradi.
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