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Tyson is back! Ed è tornato ,
dopo ben cinque anni di silenzio, con un album stupendo (il settimo per la
Stony Plain) incentrato sul mondo del workin' cowboy delle grandi pianure canadesi.
Registrato tra Toronto e Nashville (con l'eccezione di un paio di
pezzi incisi nella sua fattoria alla periferia di Calgary) Lost Herd non
racconta le mitiche storie dell'epopea del West popolare di cowboys, indiani e
uotlaws, ma si snoda attraverso una lucida, amara e poetaica narrazione della
vita del vaquero dei nostri giorni
Riprendendo un tema caro alla musica dei cowboy (basta ascoltare Coyotes
di Don Edwards o He's Runnin' Out Of Roundups dei Sons Of San
Joaquin), si parla della inesorabile fine di un mondo che sta scomparendo sotto
i colpi inferti da un 'agribusiness' sempre piú imponente che richiede uno
sfruttamento senza criterio delle risorse naturali.
"La mandria è perduta" canta con amarezza Tyson e questa
volta non sono stati gli Apaches o i fuorilegge a rubarla, ma è scomparsa
quando sono sparite le immense pianure per far posto a numerosi allevamenti
intensivi dove gli animali 'vivono' in batteria.. I giorni dei cowboys sono
giunti all'epilogo.
Tyson ne è certamente consapevole da tempo, ma nonostante tutto è
una sentenza tremendamente dura da accettare per uno che per tutta la vita ha
cavalcato libero nella prateria, ubriacato dal vento.
A sorpresa peró Tyson chiude il CD con una nota di speranza
affidata al brano Somewhere Over The Rainbow, il notissimo pezzo di
Harold Arlen portato al successo da Judy Garland nel film Il Mago Di Oz.
Lost Herd è album per lunghi tratti malinconico, ma nello stesso tempo
affascinante, dove la gran voce di Tyson e la sua vena poetica che affiora da
quasi tutte le dieci canzoni (9 delle quali scritte da Tyson stesso), fissano
nella mente dell'ascoltatore persone e paesaggi meglio di una cartolina
illustrata.
Indubbiamente Tyson is back.
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