String Ragtime: To Do This You Gotta To Know How
Artista : A.A.V.V.  
Label: Yazoo L-1045
Anno: 1974

Stile:
Old Time Music
di Maurizio Angeletti

Questo disco un esempio concreto di ci che probabilmente (e purtroppo) non vedremo mai realizzato nella nostra penisola sonnecchiante: una collezione di brani quasi tutti eccezionali, sulla base di una concezione a cuta e particolare ('string ragtime'), scelti da una cricca di gente illustre che da tempo lavora in campo tradizionale, come Dave Jasen (che ha scritto libri e articoli sul ragtime), Stephen Calt (musicista, collezionista di 78rpm, autore di un libro mai pubblicato su Charley Patton), Nick Perls, capo della Yazoo records; in pi una copertina geniale e spiritosa disegnata dal (Cheap Suit) Serenader Robert Armstrong (in una tradizione parallela a quella del compagno Robert Crumb) e il resoconto di una ipotetica discussione, sulla back cover, tra il fantomatico Promotion Director della Yazoo e un altrettanto fantomatico giornalista in cerca di dischi gratis da recensire...

La discussione tocca il contenuto del disco e pi o meno esplicitamente lo spiega, parlando di questo String Ragtime come di un disco in cui il Ragtime non riportato secondo le rigorose formule pianistiche dei classici rags, ma in un'accezione pi vasta (e pur sempre corretta) che vede gravitare in questa sfera musicisti bianchi e neri, culture e generi musicali diversi, il tutto tramite la musica suonata da strumenti a corde tra i pi disparati (ukulele, banjo, mandolino, arpa, chitarra, ecc.).

Il materiale eccellente sia da un punto di vista artistico sia per il fatto di evidenziare perfettamente le connessioni e le interazioni tra i vari contesti musicali tradizionali americani, il tutto in nome di una libert artistica che non pu non evadere da etichette che sono insufficienti, a volte, a spiegare o a definire non pochi episodi.

Cos troviamo queste intersezioni nella scelta dei brani, dei musicisti, della loro estrazione culturale; il mandolinista Dave Apollon, il chitarrista Lonnie Johnson e il banjoista Chaucey C.Lee mettono in mostra una bravura strumentale mozzafiato che ridicolizza una delle pi comuni (e grossolane) concezioni per cui i musicisti tradizionali hanno feeling ma poca tecnica: Banjo Rag di Lee, con una prima sezione praticamente identica alle progressioni di Salty Dog (cos come l'E Rag dei Walker's Corbin Ramblers, sulla seconda facciata) un brano eccellente, come anche gli indefinibili brani di Apollon (Mandolin Blues e Russian Rag) con echi di musiche russe che si mischiano con elementi ragtime, appunto, o l'incredibile fraseggio, fluido e inventivo, di Lonnie Johnson in To Do This You Got To Know How.

L'album contiene altre perle come le non ortodosse progressioni, in Sweet Georgia Beown, dei 'geniali hawaiiani' Jim & Bob, Spaghetti Rag eseguita all'arpa (!) da Robert Maxwell e Arizona Stomp dei grandi East Texas Serenaders: suonate su un piano questo pezzo dandogli il giusto 'tempo-di-rag' e vi troverete quasi un rag classico compiuto!

Somethin' Doin' di Nap hayes & Matthew Prater ricalca le linee melodiche del famoso classico di Joplin (i fans di quell'incantatore di serpenti chiamato John Fahey constateranno con sorpresa e angoscia che il Bean Wine Blues N.2 che appare in The Voice Of The Turtle non altro che un 78rpm in cui loro, e non Fahey, risuonano analogamente le varie sezioni di The Entertainer di Joplin su chitarra e mandolino!); Dallas Rag infine, eseguito dalla Dallas String Band, non pu non superare le pi note versioni dei New Lost City Ramblers o di Dave Laibman, con un ritmo impeccabile e un contrappunto elaborato e perfetto tra i vari strumenti, e con un risultato sonoro che praticamente l'esemplificazione musicale del titolo di questo album.


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