Già
con Arizona Junior avevano reso omaggio al suono festoso e iterativo del banjo,
ma stavolta hanno fatto di più: Fratello, dove sei? (Mercury Records) è
un autentico monumento al bluegrass, ovvero il progenitore acustico della
country music.
Chissà
se passerà per il film dei Coen la rivalutazione politica di una forma musicale
‘all american’ considerata reazionaria o giù di lì da una certa vulgata
progressista.
I
due estrosi fratelli-cineasti non ci stanno, e lo dicono alla loro maniera:
ricreando in studio, sotto la guida del cantautore T. Bone Burnett, una
manciata di canzoni che sembrano uscire da una registrazione di fine anni
Trenta. Un po’ come succedeva in Honky Tonk Man di Clint Eastwood, brani
tradizionali e motivi scritti per l’occasione sono stati incisi con scrupolo
quasi filologico, per restituire l’aria del tempo.
Naturalmente,
con l’eccezione di Tim Blake Nelson, non sono gli attori a cantare: nel brano
che fa da motivo conduttore del film, il trascinante Man Of Constant Sorrow,
è il mandolinista Dan Tyminski a fare la parte di Clooney, il quale, pure
intonato, non s’era sentito all’altezza del cimento.
Vale
anche per John Turturro, che si esibisce con barbona finta alla ZZ Top nello
spassoso yodel (post-sincronizzato da Pat Enright) In the Jailhouse Now.
Sono
una ventina i brani messi a punto per la colonna sonora, e vi figurano classici
come Keep On The Sunny Side (rifatta dalle sorelle White) e gospel
bianchi come Down To The River To Pray (eseguito da Alison Krauss, con
Maura O’Connell e Tim O’Brien nel coro): suonati da un nutrito gruppo di
musicisti nel quale compaiono il chitarrista Norman Blake, il violinista John Hartford,
il dobroista Jerry Douglas (pure attore nel concerto finale), il cantante Alan
O’Bryant, insieme a tanti altri.
Insomma
la cosiddetta crema di Nashville, incluso l’ottuagenario Ralph Stanley, al
quale forse non avevano detto che il suo cupo gospel O Death sarebbe
finito in bocca al mortifero capo del Ku-Klux-Klan che sta per impiccare
l’amico negro dei tre galeotti in fuga.