Missing .... Presumed Having A Good Time
Artista : Notting Hillbillies  
Label: Vertigo - Phonogram 842671-1
Anno: 1990

Stili:
Roots Rock
Alternative Country
di Ezio Guaitamacchi
The Notting Hiìibillies

Notting Hill: sobborgo di Londra fa­moso per il mercato di Portobello Road e per il carnevale.

Hillbilly:

1) termine dispregiativo usato per indicare una persona poco so­fisticata, in genere proveniente dalle montagne del sud-est degli Stati Uniti.

2) modo alternativo di qualificare certa musica country.


Dall'unione di questi due vocaboli e di quattro celebrati musicisti inglesi, na­sce il progetto Notting Hillbillies che, dal nome, dal look dei protagonisti e dal generoso utilizzo di dobro in copertina, fa già intuire la tendenza dell'album.


Mark Knopfler, Guy Fletcher, Steve Phillips e Brendan Croker si sono riuniti per rendere un bellisimo omaggio alla tradizione musicale statunitense con un interessante assemblaggio di 11 brani (5 traditionals riarrangiati e 6 brani d'autore) impostati in modo suggestivamente elet­tro-acustico che prendono spunto dalle diverse forme musicali americane.


Pur conservando una globale com­pattezza e un'immagine abbastanza de­finita, l'album presenta numerosi spunti e una notevole varietà. Ad esempio, nella prima facciata troviamo affiancati un bellissimo arrangiamento di gospel-blues come Railroad Worksong che apre l'al­bum con una melodia accattivante e di grande fascino, il trascinante western-swing di Run Me Down con uno schioc­cante assolo di slide-guitar e un blues quasi messicaneggiante, One Way Gal.


Molto ben riuscito anche il brano di chiusura, Blues Stay Away From Me dei Delmore Bros., con armonie vocali anni '40, riarrangiato con gusto e sapienza dai 4 hillibillies.

La chitarra di Knopfler, precisa, pu­lita, con classe e stile inimitabili, si erge quasi sempre su tutti, quasi a ribadire la leadership di un talento naturale, un fuo­riclasse che sa esprimersi ad altissimi li­velli nei territori più disparati.


Knopfler, e questo avevamo già avuto modo di verificarlo in altre session, si trova particolarmente a suo agio nei territori country & blues dai quali ha preso molto prima di sviluppare la sua originale musicalità. Il suo tocco morbido e deliziosamente raf­finato tinge ogni brano di un colore parti­colare conferendo sempre un delizioso, riconoscibile sapore sia all'assolo che al semplice back-up: Please Baby, nella seconda facciata costituisce un valido esempio di ciò.


Sempre sul lato B, molto bella anche Weapon Of Prayer, che inizia con un coro prima solitario poi ac­compagnato da una strumentazione acu­stica tesa a valorizzare questa semplice ballata antimilitarista intensamente emotiva.

Una menzione anche per Brendan Croker che firma la carinissima That's Where I Belong, penultimo brano dell'al­bum, uno strano frullato di country, Messico e di tradizione britannica e per Paul Franklin, ottimo suonatore di pedal steel.


Mi sorge spontanea dall'ascolto di questo album una sensazione di grande rispetto per musicisti, alcuni dei quali decisamente ai vertici della notorietà, che trovano ancora entusiasmo e gioia ad imbarcarsi in situazioni particolari, musi­calmente alternative, sicuramente non commerciali.


In questa ottica, Notting Hillbillies oltre ad essere musicalmente una pic­cola chicca per intenditori, assume un si­gnificato che va al di là del valore artistico delle singole tracce per rimanere un esempio di come sia ancora possibile, con un po' di coraggio ed inventiva, dare vita ad operazioni interessanti e merite­voli capaci di lasciare un segno importante nella musica dei nostri anni.

Caldamente consigliato a tutti i lettori.


Segnala la pagina
parola:
dove:
A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R
S T U V W X Y Z
The Booze Brothers
Brewers Droop
The Booze Brothers
Dark So Gold
The Pines
Dark So Gold
Steady As She Goes
Hot Tuna
Steady As She Goes

design & powered in 2005 by Nora Pezzoli | cookies policy