Silk City
Artista : Barry Mitterhoff  
Label: Flying Fish FF 472
Anno: 1988

Stile:
New Acoustic Music
di Antonio Calderisi
Barry Mitterhoff

Primo disco di Barry Mitterhoff, ma non primissimo lavoro solista, in quanto qualche anno fa ha autoprodotto un nastro, purtroppo mai arrivato nella no­stra penisola. Devo dire che ero piuttosto curioso di ascoltare l'opera prima di un mandolinista che io reputo uno dei più grandi del momento ma che nei dischi era sempre stato messo un po' in seconda fila da Mr. Anthony Todd Trischka; insomma un conto è lavorare con grandi e grandissimi,un altro assumersi responsabilità in prima persona.


Ebbene devo dire che il risultato è stato sorprendente, decisamente superiore alle aspettative (che non erano di poco conto) e non è detto che Barry non pos­sa avere ulteriori margini di miglio­ramento.

Ma torniamo al disco. Quello che colpisce è la sua eterogeneità che, lun­gi dal rappresentare un disco frammen­tario, significa un punto di forza, un'an­tologia di abilità e di gusti del mandolinista del New Jersey.


Così si passa da brani tipicamente new acoustic firmati dallo stesso Mitterhoff come, ad esem­pio, Silk City (dedicato a Paterson, la sua città nel New Jersey, denominata, appunto, Silk City), a citazioni bluegrass come Tall Timber di Bill Monroe (trovo di eccellente gusto l'omaggio al 'father'), a pezzi non facilmente defini­bili come Dvorak (un autore vissuto nella seconda metà del secolo scorso), a Intermezzo For Trio di Zoltan Kodalay (con palesi influenze mittleuropee), a polkas elvetiche e scandinave.


Certo si tratta di una scelta che, se valutata di­strattamente, può sconcertare, ma che dimostra la volontà del mandolinista di andare oltre il discorso new acoustic e di produrre musica, non solo una musica.

Naturalmente eccellente è la scelta dei collaboratori (e non poteva essere al­trimenti con il buon gusto e l'intelli­genza di Mitterhoff): da quel genio folle che si chiama Larry Cohen (che è anche co-produttore e co-arrangiatore) a Danny Weiss (altro Skyline), a Trishka, a Matt Glaser, a Stuart Duncan, a..., a..., ma una recensione non può essere un elenco di nomi.

Grande, grandissimo disco!!


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