Woman's Work
Artista : West Coast Pinups  
Label: Hard Eight XRX 9001
Anno: 1999

Stili:
Alternative Country
Country Rock
di Dino Della Casa
WEST COAST PDfUPS

Sono in sei e vengono dalla California Meridionale, per la precisione da quel di San Diego, si fanno chiamare West Coast Pinups e suonano un country che sta esattamente a metà strada fra l'honky-tonk ed il Bakersfield sound.

Sono insieme dall'estate del 1997 e questo Woman's Work è il loro debutto.

Come vuole la tendenza più recente in ambito country (due nomi tanto per esemplificare meglio: Honky-Tonk Confidential e Ruthie & The Wranglers), il ruolo di cantante solista è di una donna: Cella Blue. 'Country music's newest honky-tonk angel', mentre le chitarre sono appannaggio di Johnny Smokes e Joe McGrath (anche manager del gruppo), la sezione ritmica è costituita dal basso di Ben Farkas e dalla batteria di Will­iam Graham Jr., i quali compongono la maggior parte dei brani originali, a due e/o a quattro mani.


Completa la formazione il pianista Jo-Jo Petersen, ma un più che meritato risalto darei a Doug Meyer, steeler d'eccezione con un suono decisamente 'californiano', che rammenta a più riprese le atmosfere degli albori del country-rock (parliamo di gente del calibro dei vari Lloyd Green o Jaydee Maness).

Importante anche il contributo alla tromba di Tim Winters, che conferisce un gradevolissimo 'Mexican Flavor' a The Ballad Of Billy & Selena; last but not least Andrew Brasington alle background vocals.


La musica parte con un bello shuffle veloce dal titolo dualistico, tipico delle discussioni fra marito (gaudente) e moglie (gelosa): Heartache For Me, Nightlife For You, contrappuntato dalla steel, ed interpretato da Cella Blue con grinta e convinzione.

Il passo non rallenta certo con il secondo brano originale, Painting The Town Again, che narra della 'riscossa' della mogliettina di cui sopra, finalmente libera dal ricordo del marito che evidentemente se l'è filata. Close Down The Honky-Tonks gode di un intro squisitamente coun­try, con una languidissima steel guitar molto 'old fashioned', per non parlare della chitarra tremolo che conferisce al pezzo un'ulteriore sapore di romanticismo.

Nonostante non abbia mai amato in modo particolare le voci femminili, devo ammettere che Cella Blue ha doti vocali da vendere: uno dei momenti più alti del disco!


E' ora la volta di una ‘cranked up cover version' di un brano a firma Merle Haggard, Big City (originariamente compreso nell'omonimo LP del 1981), in veste di scintillante 'honky-tonk' con la steel che funziona a mille.

Bootheel Express si presenta come uno spigliato esercizio per chitarra, ben supportato dal piano molto 'honky-tonk' di Petersen e dalla solita Cella Blue.

Di The Ballad Of Billy & Selena e dell'atmosfera molto tex-mex che pervade tutto il brano abbiamo già accennato in precedenza.


Restano ancora gli struggenti shuffles di Here Come Those Blues Again e Blinded By My Tears, la spensierata Dancin’ Six Nights A Week, il country tipico e pacato di B-Side Boots, per finire con la velocissima Follow The Whiskey, con la chitarra elettrica solista che spadroneggia.

Non resta che un commento: se questo è - come è - il loro esordio, c'è davvero di che ben sperare per il futuro.


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