II problema principale
che incontra chi deve recensire un album di Alan Eugene Jackson è quello di
finire per ripetere sempre le solite cose. Come al solito la produzione del
compact è affidata a Keith Stegall, un vero e proprio mago della sala di
incisone e come al solito i brani (dieci) sono praticamente perfetti.
Grande, anzi grandissima,
country music estremamente moderna ma in linea con la tradizione in modo da
soddisfare sia i fans del nuovo Nashville sound che gli appassionati della
musica country più tradizionale. Melodie ineccepibili e facilmente
orecchiabili, musicisti di grande classe e professionalità, campagna
pubblicitaria tambureggiante basata essenzialmente su concerti, passaggi
radiofonici e soprattutto video clips di sicuro effetto hanno poi completato
l'opera portando High Mileage nella 'top five' nel giro di pochissime
settimane.
Naturalmente la voce del
nostro georgiano, una delle più calde, corpose e melodiche dell'attuale
panorama nashvilliano, rimane il punto di forza di questo disco, che viene
giustamente ritenuto uno dei prodotti più significativi dell'intera produzione
di Alan Jackson, all'altezza di A Lot About Livin' (And A Little ‘Bout Love)
ed Everything I Love.
Con queste premesse
diventa quindi difficile ed estremamente personale scegliere i brani migliori
del compact, anche se Little Man, Another Good Reason, Amarillo,
Right On The Money e I’ll Go On Loving You (scritta da Kieran
Kane) sono forse le composizioni di maggior peso.
Detto questo possiamo
tranquillamente concludere la recensione dicendo che Alan era e resta uno dei
nostri singer-songwriter preferiti. Lui intanto dalla sua tenuta vicino a
Nashville chiamata 'Real world', continua ad incidere grandi canzoni e la sua
stella brilla più luminosa che mai in un firmamento, quello di Music City, dove
vi sono soprattutto meteore.