GhostPicker, Mid-night At Beanblossom, Steven Steel, OaslsoPick-Ing
OnJosh
L'idea di realizzare
questo disco postumo di Merle Watson é stata di Michael T. Coleman, a lungo
bassista con Doc and Merle. Mentre l'anno scorso era impegnato ad ascoltare
vecchi nastri a casa di Doc, scoprì questo 'Merle, banjo, 5 months'. Si
trattava di incisioni effettuate da Doc e Merle nel 1967.
Merle nel mese di luglio
di quell'anno aveva espresso il desiderio di ricevere un banjo per Natale, ma
Doc e Rosa Lee decisero di anticipare il regalo. Le registrazioni furono
effettuate nel mese di dicembre, quindi con cinque mesi di 'practising' alle
spalle.
L'idea di Coleman é stata
quella di sovraincidere il basso mentre Doc ha deciso di scomodare alcuni
amici, gente come Sam Bush al fiddle ("perché il suo stile mi ricorda
quello di mio zio Gaither Carlton", sostiene Doc), Marty Stuart al
mandolino e Alan O'Bryant alle armonie vocali. Valutare un disco di questo tipo
non é semplice: il rischio é di farsi condizionare da elementi non strettamente
musicali. Intanto c'è da rilevare come il risultato di questo insolito
'innesto' sìa impeccabile. il prodotto finale é un buon disco di un bluegrass,
con ottimi strumentisti ed un banjoista che in alcune tracks denuncia alcuni
problemi, mentre in altre sembra assolutamente a suo agio.
Il repertorio é
parzialmente scontato: sembra che Merle stia eseguendo i primi brani di un
qualsiasi manuale di banjo bluegrass (Old Joe Clark, Little Maggie,
Reuben's Train, Home Sweet Home). Più a suo agio nei brani
suonati a velocità più sostenuta (come Listening To The Rain o The
Train That Carried My Girl From Town) Merle mostra le cose migliori in
brani più 'insoliti', come la sua composizione Russian Rag o la
versione, molto bluesy, di John Henry. Comunque anche dove Merle
denuncia il suo essere un neofita dello strumento la presenza degli altri
musicisti rende il prodotto finale assolutamente godibile.