Mancato l'appuntamento
con lo status di country-superstar da interprete, come autore, invece, c'è
ampiamente riuscito (Strait, Loveless, Chesnutt, le Dixie Chicks e tanti altri
hanno beneficiato di sue canzoni).
Jim Lauderdale,
originario del North Carolina, si concede ogni sorta di progetti: bluegrass, i
lavori con Ralph Stanley, traditional country, The Other Sessions e The
Hummingbirds, e antologie varie di suoi brani country che compensano la
scarsa discografia degli anni '90.
In questa linea va visto
anche l'incontro tra il prolifico country-man e i DTB, jam band di matrice bluegrass
di Ithaka, N.Y., che ha iniziato a colorare di rock le sue sonorità rootsy,
costruendo ed evolvendo, negli anni un sound molto personale ed intrigante che
potremmo sinteticamente definire roots-jam.
Dopo essersi incontrati
più volte in diversi festivals dove entrambi erano ospiti, Jim ha invitato il gruppo
a registrare un album con lui.
Il risultato è Wait
'Til Spring, 11 nuove canzoni firmate dall'inesauribile Lauderdale,
realizzate con i DTB come backing band. Come spesso succede il risultato non è
pari alla somma dei valori dei personaggi coinvolti. La voce e le ballate del
protagonista sono sempre all'altezza; ammantate dal tipico sound dei DTB, a
volte decollano con eccellenti soluzioni strumentali elettroacustiche, con
intriganti lavori di chitarre, banjo, tastiere, violino ed accordion e belle
armonie vocali, altre, al contrario, sembrano essere un po' prigioniere del
sound della band.
Un album più che
dignitoso, intendiamoci, ma, considerati i personaggi in causa, era lecito
attendersi qualcosa di costantemente brillante e meno intermittente.