In una sola notte può
cambiare un'intera vita. È successo nella cittadina rurale di Frankville,
Alabama, in casa Moorer, quando il capofamiglia, dopo aver sparato alla moglie,
ha girato la canna del fucile verso se stesso, suicidandosi. Per le due ragazze
che hanno assistito alla scena, un'esistenza tranquilla e serena si è
trasformata in un terrificante incubo. Dal quale sono uscite grazie alla
musica.
Oggi tutte e due sono cantanti
di successo: la più grande si fa chiamare Shelby Lynne e, come i più
affezionati lettori ben sanno, è una beniamina del nostro giornale.
La più giovane, Allison,
ha mantenuto il cognome di famiglia e da quattro/cinque anni è una delle promesse
della nuova Nashville.
Miss Fortune è il suo terzo album ufficiale e
si stacca un po' dal cliché new country che aveva caratterizzato le produzioni
precedenti. Allison, infatti, sembra più riflessiva, intimista e melanconica
che in passato. Specie nelle prime tracce del disco (tra le quali è da
segnalare l'eccellente ballata Let Go). Anche quando il ritmo si alza e
le atmosfere tornano a sfiorare idiomi country (vedi la epica Ruby Jewel Was
Here, un pezzo à la The Band, la frizzante Up This High, nella vena
della miglior Patty Loveless o la tosta Hey Jezebel, il pezzo più rock
del disco) la Moorer mantiene inalterata dolcezza nei toni e stessa, rilassata naturalezza
nel canto.
Niente male anche la
suadente No Place For A Heart in cui Allison dá prova di maturità
artistica e notevole espressività vocale: un pezzo che potrebbe tranquillamente
diventare una chicca del repertorio della sua ammirata sorella.