The Land Of Rhythm And Pleasure
Artista : Hollisters  
Label: Freedom FR1015
Anno: 1997

Stili:
Traditional Country
Honky Tonk
Alternative Country
di Dino Della Casa
Paul Craft, in qualità di interprete, va a posizionarsi tra gli autori che meritano anche dì farsi ascoltare direttamente, che

Li avevamo già notati grazie alla ormai mitica compilation edita sempre dalla Free­dom ed intitolata True Sounds Of The New West (occasione di battesimo per gente del calibro di Libby Bosworth, Wayne 'the train' Hancock, Bruce Robison, High Noon, Derailers, Charlie Burton & The Texas 12 Steppers e Roy Heinrich fra gli altri) dove eseguivano Good For The Blues.

Mike Barfield (voce solista, chitarra acustica ed armonica) ed Eric Danheim (chitarre elettriche) avevano suonato già insieme per una decina d'anni nel gruppo twang-rock dei Rounders in quel di Houston. Quando Danheim se ne andò ad Austin per aggregarsi alla compagine dei Wagoneers (2 albums su A&M, poi... il nulla) la band si sciolse. Denny Dale (basso e voce corista) suonò un po' per Webb Wilder, mentre Kevin 'Snit' Fitzpatrick (batteria) collaborò saltuariamente con Chuck Berry e Bo Diddley, di passaggio in città.


Entro la fine del 1994 anche Dale e Snit erano emigrati ad Austin, cosicché il nucleo originale ebbe la possibilità di ricostituirsi con l'attuale nome di Hollisters. Tutto l'album è pervaso da un suono fortemente retró e volutamente orientato al country classico degli anni '60. La voce di Barfield ricorda tantissimo quella di Johnny Cash e la struttura musicale dei brani enfatizza ulteriormente l'impressione nel riproporre la struttura tipica del 'boom-chicka-boom sound' tanto caro a 'The Man in Black' (Good For The Blues, Tyler e Without Love a firma di Nick Love e che è stata inclusa dallo stesso Cash nel suo Rockabilly Blues del 1980).


L'esperienza twangy rifá capolino nell'arrangiamento di Sun Will Shine, mentre gli Everly Brothers di Wake Up Little Susie sono dietro l'angolo nell'intro della spensierata I Don't Need No Woman.

Per concludere, un doveroso omaggio alle sonorità di ispirazione tex-mex con Pink Adobe Hacienda, tributo semi-serio alla cultura musicale del vicino Mexico.

Abbiamo dunque a che fare con un album quanto meno interessante, fatto di musica sanguigna, suonata con cuore e cervello, che non sfigurerà sui vostri scaffali, fra i dischi di Dale Watson e quelli dei Derailers.


ALTRE RECENSIONI DA LEGGERE
Recensione di Franco Ratti
Quasi tutti gli artisti della compilation True Sound Of The New West, realizzata da questa label di Austin, hanno finito con il diventare famosi. Sull...
parola:
dove:
A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R
S T U V W X Y Z
Me On The Jukebox
Tommy Alverson
Me On The Jukebox
The Collections
Bill Keith & Jim Rooney
The Collections
Giant Country
Honky Tonk Hangovers
Giant Country

cookies policy