Offenders Reunion/ Can't Get The Hell Out Of Texas
Artisti : Jimmy Day   Johnny Bush   David Zettner   Willie Nelson  
Label: Bear Family BCD 16124 AH
Anno: 1997

Stili:
Country Rock
Outlaws
Singer Songwriter
di Dino Della Casa
quali Dale Watson (senza dubbio éthe next big thing in texas country music'), gli ultimi lavori di Tom Russell, Dave Alvin sol

Questi nomi rappresentano alcuni dei personaggi più significativi che il Lone Star State abbia mai partorito in termini di talenti artistici. Johnny Bush è stato definito il 'Country Caruso' per la sua bellissima voce tenorile, Jimmy Day è uno dei mae­stri riconosciuti ed indiscussi del suo strumento: la pedal steel guitar, mentre Willie Nelson è addirittura Willie Nelson (non necessita ulteriore approfondimento).

I tre guru in questione, con l'aggiunta del bassista David Zettner (obiettivamente il meno conosciuto del gruppo), nel 1966 costituirono la compagine che si presentava sul palco con il nome di Offenders, poi divenuti Record Men, dietro pressione dei promoters che non apprezzavano particolarmente la denominazione dei quattro, in quanto il termine 'offenders' veniva normalmente riferito a quei fattori che contribuiscono a causare il cosiddetto 'alito cattivo', quali cipolla, aglio, sigarette, eccetera (!).


Con carriere di esito così diverso ed a distanza di quasi trent'anni - il materiale è stato infatti registrato nel periodo Gennaio/Febbraio 1995 ai Pedernales Studios (di proprietà dello stesso Willie) siti in quel di Spicewood, Texas, ma la pubblicazione su CD è di quest'anno - i membri originali della band si ritrovano per dare vita ad un album che rappresenta la quintessenza del Texas country.

Apre le danze una song a firma John Hadley che è ormai entrata nel repertorio obbligatorio di qualunque performer texano, Can't Get The Hell Out Of Texas. Trattasi di uno zampettante up-tempo cantato dal grande Johnny Bush, che celebra le caratteristiche del Texas più rissoso. Il fiddle di Johnny Gimble, altra leggenda texana, si alterna alla steel di Jimmy Day ed al piano del grande Floyd Domino (a proposito, è appena uscito il suo solo intitolato Hightower Boogie Woogie per la Golligher Records di Austin).


Shuffle sugli scudi per la remake strumentale di Linda On My Mind, classico scritto dallo scomparso Conway Twitty. La steel di Jimmy Day ricopre il ruolo di strumento solista, mentre l'acustica inconfondibile di Willie si ritaglia uno spazio ben preciso.

E' poi ancora la volta di Willie - che divide con Johnny Bush il ruolo di lead-vocalist del disco - eseguire un suo vecchio pezzo intitolato I'm So Ashamed, dove compare ancora la sua gut-string guitar (chitarra con le corde di budello).

Western-swing strumentale per la steel di Jimmy Day in una sua composizione intitolata Day Break. Jazzato quanto basta da lasciare spazio alla fantasia solistica del solito Willie, il brano si apre agli interventi del fiddle di Johnny Gimble e del pi­ano di Floyd Domino.


Arrangiamento shuffle-oriented per un altro ripescaggio targato Conway Twitty: Walk Me To The Door, ancora una volta affidata a Johnny Bush, che precede il classico strumentale Sleepwalk, composta e resa famosa dal duo italo-americano Santo & Johnny.

Are You Sure e She's Not For You, entrambe a firma Willie Nelson, restano due grandi songs, pur nella veste inusuale di strumentale della seconda; l'acustica solista di Willie non ha bisogno di presentazioni: parla da sola.

I Know I Love You, a firma Jimmy Day è il momento sicuramente meno convincente del disco ed anche la voce di Johnny Bush suona irriconoscibile.


There She Goes è uno shuffle rallentato, ma sempre gradevole, tutto giocato sulla steel guitar solista di Jimmy  Day e sull'acustica di Willie.

E' ora la volta di un classico senza tempo: Hey Good Lookin', made in Hank Williams e resa in modo estremamente swingato e dinamico dal gruppo in questione.

Chiude lo show Rainy Day Blues, un tipico blues del Willie Nelson stile anni '60, quando componeva gioielli della caratura di Crazy e Funny How Time Slips Away.

Siamo certamente di fronte ad un grande CD, fulgido esempio di come il talento non tema il passare del tempo. Grazie Bear Family!


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