Li
abbiamo visti e sentiti tutti (spero per voi…) solo un mese fa o poco più. Di
questo cd ci hanno fatto sentire molto, anche se non mi hanno accontentato
nella mia richiesta di uno dei miei favoriti evergreen cheè incluso nel cd.
Sappiamo che nel 1991 ogni disco bluegrass che esce, in particolare da Bill
‘Ace’ Vorndick, non può che avere un suono paradisiaco.
Se queste
sono le premesse, mi direte, cosa scrivo recensioni a fare? E invece le scrivo,
per aggiungere osservazioni positive (e un paio anche di negative) ad uno dei
migliori dischi nuovi usciti. I cinque della NBB cantano fin troppo bene, lo
sappiamo, ed è per questo che non capisco il calo di tono di I’ll Just Keep
On Lovin’ You, cantato da Roland White che non è certo un gran lead singer.
Questo,
naturalmente, era una delle note negative, e tiro fuori il resto così poi parliamo
dei lati positivi: sinceramente non trovo in Home Of The Blues la scelta
di pezzi-tutti-belli-e-tutti-affascinanti-in-modo-unico dei passati album della
NBB: il livello medio è si molto elevato, ma manca un po’ la scintilla che era
evidente in modo costante nelle produzioni precedenti. Ma tentiamo di non
esagerare: ci pensano Old Dangerfield e I’ll Be On That Good Road
Someday a tirarmi su il morale, e Roll Jordan Roll, cantata a dieci
voci con i Fairfield Four, non può che esaltare gli animi.
Deve essere
ben pesante avere la classe e la reputazione che i signori della Nashville
Bluegrass Band hanno, se ad ogni uscita discografica più che positiva (come è Home
Of The Blues) trovano un rompiballe di recensore che va a cercare il pelo
nell’uovo….