Working Close
Artista : Johnson Mountain Boys  
Label: Rounder 0185
Anno: 1997

Stile:
Bluegrass Tradizionale
di Silvio Ferretti
Johnson Mountain Boys

I Johnson Mountain Boys sembrano crescere e migliorare ad ogni nuovo album, e questo Working Close, terzo prodotto su vinile del gruppo, è tale da spazzare via ogni perplessità, anche se piccola, lasciata dai precedenti LP. Il miglioramento è avvertibile in modo chiaro nella ritmica della band, che si è raffinata e alleggerita, e nelle dinamiche del suono, molto più varie e curate. Un orecchio un po' più attento, però, può notare che anche i singoli musicisti sembrano aver raggiunto una maturità che in precedenza, forse, mancava. La voce di Dudley Connell, in particolare, è decisamente più sicura e controllata, il suo personalissimo quanto discutibile (per alcuni) vibrato è ora meno evidente, e usato con maggiore sensibilità, e la notevole potenza dell'emissione lascia sempre più spesso posto alla finezza di interpretazione e fraseggio.

Contemporaneamente a questa rimarchevole maturazione di Connell si nota una graditissima maggiore presenza delle voci di Underwood, McLaughlin e (nei gospel) Stubbs: i cori hanno perso un po' della precedente asprezza, anche qui in favore di una maggiore unità e finezza.

Dal lato strumentale i JMB non hanno mai lasciato a desiderare, e in Working Close la loro abilità individuale è esaltata al massimo, particolarmente nei due strumentali firmati da Underwood e McLaughlin, Granite Hill e Five Speed.

Eddie Stubbs continua sereno sulla sua strada di ‘Kenny Baker degli anni '80’, mentre Connell esce per un attimo dal back-up alla Lester Flatt per regalarci un rarissimo (e tradizionalissimo) break: ben fatto.


Anche in Working Close il gruppo riesce a sorprendere per la scelta del materiale: nel contesto di un suono tradizionale i JMB sanno presentare con pari abilità canzoni di loro composizione (anche qui Dudley Connell fa la parte del leone) accanto a covers di pezzi country di Webb Pierce o (udite!) Jerry Reed, a pezzi raramente sentiti come Tomorrow I’ll Be Gone di Wilma Lee Cooper, a sconosciuti pezzi degli Stanley Brothers o dei Louvin Brothers, e a tradizionali quasi dimenticati, come il ‘monroeviano’ The Waves Of The Sea, tutti con freschezza e naturalezza, quasi fossero personali composizioni.

Una considerazione: il bluegrass è musica di insieme, in cui il suono complessivo ha più valore del virtuosismo del singolo. I Johnson Mountain Boys dimostrano ad ogni album di avere perfettamente chiaro questo concetto, rivelandosi così una delle migliori bands del momento: non grosse individualità, se escludiamo forse Connell, ma perfetta unità di gruppo e idee chiare sulla musica da suonare e su come suonarla.

Se ancora esisteva qualcuno dubbioso sul valore di questa band (ed esisteva, non mi vergogno ad ammetterlo...) Working Close è in grado di spazzare ogni residuo scetticismo. Va da sé che l'album è consigliato a tutti gli amanti del bluegrass tradizionale.


ALTRE RECENSIONI DA LEGGERE
Recensione di Maurizio Faulisi
Grinta, entusiasmo, tecnica, profondo amore per il bluegrass. grande rispetto dei musicisti che hanno in maniera influente gettato le basi del genere...
parola:
dove:
A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R
S T U V W X Y Z
The Bluegrass Cardinals On Stage In Nashville
Bluegrass Cardinals
The Bluegrass Cardinals On Stage In Nashville
Wide Open
Mountain Heart
Wide Open
First Time With Feeling
Barry Berrier
First Time With Feeling

cookies policy