Mariano De Simone L'ascolto di Tom Dooley del Kingston Trio all'età di dieci anni è fulminante. Si costruisce un banjo rudimentale con una scatola di latta, un bastone di legno come manico ed un'unica corda di nylon e riproduce brani di sapore americano. Anni dopo questa passione riemergerà, ed il suo interesse si sposterà dal rock alla canzone di protesta americana, Pete Seeger e Woody Guthrie su tutti. Prende a suonare il banjo, poi mano a mano affronta tutti o quasi gli strumenti della tradizione nordamericana bianca.
Le sue attività in campo musicale sono a 360°. Banjoista in gruppi old-time e bluegrass (Hillbilly String Band, Old Banjo Brothers, Banjobreakers); polistrumentista in duo (Leonardo Petrucci, Renzo Bagorda, Marco Fabbri, Edoardo Palermo); pubblicista e saggista (Country Music, La Musica Country, Le Danze Popolari Nordamericane, Doo-dah! Doo-dah! Musica E Musicisti Nell'America Dell'Ottocento, Benvenuti In America!); collaborazioni radiofoniche, tra le quali una fortunata serie di dodici puntate sulla storia della Country Music con l'emittente BLU-SAT 2000; lezioni sulla storia della musica tradizionale nordamericana di tradizione bianca presso l'Accademia della Critica e nelle scuole superiori; gestione di un Laboratorio di Tradizione Orale sulla musica nordamericana di tradizione bianca presso la SPMT (Scuola Popolare di Musica di Testaccio).
Di valore assoluto l'esperienza che lo ha coinvolto, tra l'estate del 2000 e l'aprile del 2001, come consulente musicale di Martin Scorsese per la produzione italo-americana Gangs Of New York. Ha curato la colonna sonora, ha partecipato come coordinatore e musicista alle registrazioni in studio, è stato impegnato in due scene del film come musicista, e due brani da lui eseguiti sono stati inseriti nel CD Soundtrack del film.
Tra la più recente produzione discografica, i CD Country Music e Celtic Lands, contenenti brani di propria composizione ispirati rispettivamente alle tradizioni orali nordamericana e celtica.
Dino Della Casa Le radici dell'amore per la musica si perdono nei lontani anni '60, quando, non ancora teenager (classe 1957…), ascoltava Gianni Morandi e Mal. L'evoluzione verso il rock inglese nelle sue varie sfaccettature (dal dark-sound dei Black Sabbath fino all'hard rock dei Led Zeppelin e Deep Purple per arrivare ai Pink Floyd, Yes ed E.L.&P.) lo riporta poi ai Beatles, in un curioso e tortuoso percorso individuale.
E' nell'estate del 1974, in concomitanza con la pubblicazione in Italia della raccolta - rigorosamente in vinile - del meglio di John Denver, che assistiamo alla classica 'folgorazione sulla via di Damasco': l'arpeggio iniziale di Leaving On A Jet Plane gli provoca una tale scarica di adrenalina che il mese successivo vola a Londra (il Colorado era decisamente fuori mano…) e cerca di procurarsi quanti più album gli riesce di reperire di questo cantautore americano, guru di un popolarissimo (allora) county-folk. Da quel momento in avanti, l'interesse per la musica più propriamente country è stato un fattore determinante nelle sue scelte musicali, che negli anni '70 hanno privilegiato il filone cantaurorale e country-rock californiano.
In concomitanza con il declino di questa corrente, negli anni '80 inizia ad interessarsi di cantautorato rigorosamente USA, approdando alla corte di Springsteen, Elliott Murphy & Co.
Nel frattempo si concretizza anche un percorso a ritroso nel territorio del folk, che lo mette in contatto con John Stewart, il Kingston Trio, Peter, Paul & Mary ed Eric Andersen, che verrà in tour in Italia nel 1980 grazie proprio all'interessamento suo e di altri due amici. Con la nascita del cosiddetto genere 'Americana' (o roots-rock che dir si voglia), si ampliano ulteriormente i suoi orizzonti a livello di interessi musicali.
Ha collaborato con numerose emittenti radiofoniche negli anni '80, ha scritto (e scrive tutt'ora) per alcune riviste specializzate italiane fra le quali Buscadero, Country Store ed Out Of Time (curando anche rubriche specifiche) e collabora attivamente ad alcuni siti italiani dedicati alla musica country, occupandosi preferibilmente di Texas country e honky-tonk. Contrariamente a quanto molti pensano, il suo motivo di maggiore orgoglio non è rappresentato dalla collezione di oltre undicimila titoli (LP & CD), ma dalla sua famiglia, composta dalla moglie Loretta e dal figlio Francesco.
Fabrizio Demarie A 14 anni grazie al fratello di un compagno di classe ha scoperto i Beatles, gli Stones, Dylan, Springsteen e compagnia bella e da lì in avanti ha scavato sempre più nelle radici della musica che ama e schivato sempre la musica che detesta. Non è un purista, ma un amante delle contaminazioni.
Oggi ascolta Dylan, Miles Davis e Ludovico Van Beethoven, senza fare confusione. Non crede in Michael Jackson e in Madonna, ma nella chitarra di Jimi Hendrix e nei baffi di Frank Zappa.
La sua più grande passione, però, è la musica tradizionale americana sulla qualche ha scritto anche alcune recensioni apparse su Jam e Buscadero e di cui ha collezionato un po' di cosette, ormai fuori catalogo.
Non conosce musicisti di persona, ha la maturità scientifica (in occasione della quale si è fatto regalare il box in legno contenente gli LP dei Beatles), ha una laurea in Scienze della Comunicazione (in occasione della quale si è fatto regalare i 3 box di Elvis dedicati agli anni '50, '60 e '70), un passato come redattore di case editrici (non musicali, suo malgrado) e un presente di proprietario di libreria di musica a Torino. E' sposato con Cinzia che sopporta la sua musica e, a volte, l'apprezza. Non ama i conflitti d'interesse, proprio per questo non scrive di libri, ma solo di dischi.
Antonio Evangelista L'amore viscerale per musica acustica in generale e musica bluegrass in particolare, risale al lontano periodo universitario quando facevano da sottofondo musicale, alle ore di studio, le registrazioni della ormai dimenticata trasmissione radio L'Altro Suono (condotto dalla sorellina di Mariangela Melato) la cui sigla, Alturas (Inti Illimani), aveva il potere di commuoverlo ad ogni ascolto.
La stessa commozione provata la prima volta che ebbe modo di ascoltare dal vivo un banjo nelle mani di un marinaio USA ubriaco che, una sera d'estate, eluso il rigido controllo della MP della base Nato di Napoli in cui era confinato, strimpellava sotto il Maschio Angioino.
L'illuminazione che il banjo da quattro soldi, inutilmente acquistato anni prima, non andava suonato con un plettro(!) ma richiedeva l'uso dei picks per ottenere le velocissime sequenze di note ascoltate per radio, e piú raramente in TV, gli aprí un nuovo mondo la cui conoscenza si consolida pochi mesi dopo grazie ad un'esperienza lavorativa in Texas, conclusasi con l'acquisto del primo 'vero' banjo' con 10 lezioni (purtroppo, le uniche ad oggi...) incluse nel prezzo.
Il ritorno in Italia con la 'scoperta' della BCMAI ed il coinvolgimento, dal '90 ad oggi, in quasi tutte le sue attivitá, sono state la logica continuazione di una passione immutata, quasi integralista, per quei suoni tradizionali, con una apertura man mano crescente verso nuove sonorita' piu' country, ma pur sempre rigorosamente acustiche.
Maurizio Faulisi Un vinile di rock'n'roll, acquistato all'età di 13 anni, è stato il punto di partenza della sua appassionata ricerca a ritroso negli sterminati campi del country e del blues.
Pur prediligendo country e bluegrass, non vi è genere musicale americano di origine tradizionale che non lo interessi. La sua collezione discografica e bibliografica abbraccia tutti i generi musicali, con particolare attenzione verso quelli che hanno contribuito alla nascita del rock'n'roll. E il rock, in molte delle sue forme, continua ad essere ancora oggi una musica che lo coinvolge e diverte.
E' conduttore radiofonico dal '79 (alcune emittenti: Radio Super Milano; Radio Popolare; Italia Radio; dal '94 Radio Rock FM…) e Responsabile del palinsesto serale/notturno di DRB La Radio Dei Navigli ('87-'90), per la quale ha creato una programmazione country, blues e rock'n'roll dedicata ai decenni 1950 e '60; ha scritto di American music per le riviste Country Store, Jam, Out Of Time, Jamboree; è stato intervistato dalla rivista italiana Folk Bulletin e americana Bluegrass Unlimited oltre che da Radio RAI, Radio Popolare, Radio Incontro e Radio Gold Popolare Network; ha organizzato per la BCMAI una lunga serie di concerti, seminari e mostre fotografiche e tenuto un seminario sulle radici del rock'n'roll; è Responsabile della Programmazione e Ufficio Stampa di un importante locale notturno alle porte di Milano; ha scritto le note di copertina di CD e il suo nome appare nei 'thanks to…' all'interno della cover di numerosi libri e dischi italiani, oltre che di una raccolta di Tom Ewing, il cantante chitarrista dei Bluegrass Boys di Bill Monroe.
Ma soprattutto: è papà di due meravigliosi bambini, Samuele e Simone, che alla loro tenerà età già dimostrano di amare la musica a 360°, J.S. Bach, John McCutcheon, Fabrizio De Andrè, Blues Brothers e Ramones!
Claudio Galbiati Vive a Milano dove è nato, è cresciuto, ha studiato e lavora. Coltiva la propria passione per la musica sin da bambino, ascoltando i dischi del fratello maggiore Luca, seguendo in TV le varie trasmissioni, imparando ad 8 anni a strimpellare la chitarra grazie alle lezioni di un amico e dando il via molto presto all'acquisto dei primi dischi.
Da sempre appassionato dell'universo americano ed in particolare del cinema degli anni dal 1930 al 1970, impara a conoscere la musica country attraverso i film in cui recitano i vari Dolly Parton, Johnny Cash, Willie Nelson, John Denver...
Il vero incontro con la musica country avviene però solo negli anni 90, grazie al fratello Roberto che gli presenta la nuova leva di Nashville: Garth Brooks e compagni. Da allora inizia una continua ricerca di dischi in ogni negozio, mercatino, e in tutte le occasioni grazie alle quali le porte del ricco panorama country possano aprirsi sempre di più.
Nel 2000 inizia a collaborare con la BCMAI e nello stesso anno si reca a Nashville per il Fan Fair dove può ascoltare ed incontrare personaggi del calibro di Brad Paisley, Lee Ann Womack, Terri Clark...
Roberto Galbiati Nato e cresciuto a Milano, comincia la sua avventura di appassionato di musica country quando durante una gita scolastica a Londra nel 1993 scopre e si innamora delle canzoni di Garth Brooks. Da quel giorno comincia una maniacale ricerca e collezione di dischi new country per poi piano piano avvicinarsi anche agli altri stili del variegato panorama musicale del genere.
Cd, vinili, videocassette e dvd trovano spazio sugli scaffali fino a pochi anni prima occupati esclusivamente da cimeli calcistici dell'AC Milan, l'altra grande passione della sua vita condivisa con i fratelli Luca e Claudio. L'amore per la musica lo porta a collaborare con la BCMAI e Country Store dal 1999 e al viaggio della vita a Nashville per il Fan Fair, dove ha la fortuna di incontrare ed intervistare artisti amati come Paul Overstreet, Wilkinsons, Daryl Dodd, David Frizzell e Jeff Carson.
Claudio Pella Già nel 1979 con alcuni amici appassionati di musica americana dà vita al Country Club Vigliano, poi divenuto Woodpecker Country Club, che negli anni '80 e '90 ha portato nella sua terra, il Biellese, nomi quali Flying Burrito Bros, Bill Keith & Jim Rooney, Swarbrick & Nicol dei Fairport, Dan Crary, Gene Parsons e tanti altri, senza dimenticare i molti validi gruppi italiani.
Il suo interesse per la diffusione della musica country prosegue contribuendo a programmi radiofonici in ambito locale e dall'inizio del 2000 con la collaborazione alla rivista Country Store della BCMAI, nella quale attraverso le sue recensioni, o sarebbe meglio dire "opinioni personali", spera di aver interessato molti lettori al bluegrass.
Appassionato o ancor di più amante appunto di bluegrass, si ritiene molto tradizionalista: la sua predilezione va alle registrazioni live, calde ruspanti e genuine della Golden Era (ed in particolare al bluegrass gospel), anche se riconosce ed apprezza in pieno la continua e positiva evoluzione di questa musica che ha portato al suono moderno dei nostri giorni, in tutte le sue sfumature. E naturalmente non disdegna i restanti stili musicali, sia dell'universo country sia di qualsiasi altro genere, perché la musica quando è buona non ha etichette.
Lo affligge comunque un cruccio: come mai il country ed il bluegrass in Italia siano ancora così poco conosciuti ed apprezzati...
Remo Ricaldone Il profondo amore per le innumerevoli sfaccettature del suono roots americano nasce nella prima metà degli anni settanta grazie all'allora ispirata scena musicale californiana, un variegato mondo che andava dai Grateful Dead ai 'resti' dei Jefferson Airplane, da Crosby, Stills, Nash & Young a Jackson Browne, fino a Joni Mitchell, Eagles e Flying Burrito Brothers, tutti in qualche maniera coinvolti in una rivisitazione delle radici personale e innovativa.
Da allora tutti i suoi risparmi e buona parte del suo tempo libero sono spesi alla ricerca di nuovi musicisti in un crescendo che lo ha portato a collaborare con la BCMAI e con varie emittenti radiofoniche della provincia della nativa Alessandria (Radio Cosmo, Radio Life, Radio Gold e Radio Voce Spazio) e della Valle Susa che attualmente lo ospita (Susa Onda Radio).
Dal 2000 ha inoltre iniziato una proficua partnership con alcuni siti web nati per diffondere country music e suoni affini nel nostro Paese. La sua dieta musicale è quantomai ampia e comprende la country music prodotta a Nashville, quella tra rock e radici che proviene dal Texas, il bluegrass e l'old time music, il cajun, il tex-mex, la canzone d'autore di ispirazione folk, il rock'n'roll, il blues e il gospel e il cosiddetto movimento americana. Insomma tutto ciò che in qualche maniera sta all'interno della più classica American Music.
Gloria Tubino La passione per il mondo a stelle e strisce è sempre stata la principale caratteristica di questa silenziosa ragazza che ha saputo fare della musica country la colonna sonora della sua vita.
A partire dal 1992 il new country si colloca alla base della sua cultura musicale cancellando ogni interesse per i generi che avevano formato la sua adolescenza (rock e pop).
Incomincia una meticolosa ricerca per la nascita della sua collezione musicale attraverso vari percorsi all'inizio tortuosi (nel paesino del basso Piemonte in cui vive, la disponibilità di materiale country è inesistente) ma poi facilitati dalla disponibilità di vari amici Americani che hanno contribuito ad arricchire le sue conoscenze nel campo.
Attualmente mantiene contatti con vari distributori in America prediligendo le etichette indipendenti presso le quali riesce a trovare ancora del vecchio sano honky-tonk (la sua grande passione).
Nel tempo libero partecipa a varie forme di volontariato e spende molte energie in un museo civico della zona (si occupa dell'archivio fotografico e collabora alla organizzazione di varie mostre cercando di mantenere vive e diffondere le tradizioni e culture della zona in cui è cresciuta).
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Si ringrazia per la collaborazione:
Chitarre
Fiddler Magazine
Hi, Folk!
Il Mucchio Selvaggio
Jam
Jamboree
Out Of Time
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