Country Pop
La musica country dall’avvento del supporto fonografico ha sempre prestato molta attenzione nell’individuare gli elementi che potessero determinarne maggiore diffusione. Per quanto legata alle proprie peculiari caratteristiche, la country music ha dimostrato buona disponibilità a modificarsi facendosi contaminare da altri generi e stili musicali, auto innestandosi, a volte in forti dosi, ingredienti che per altri generi si sono rivelati vincenti dal punto di vista commerciale.

In certi periodi della sua storia, sono state addirittura chiuse le porte agli strumenti più caratteristici, quelli con i quali la country music era stata identificata fino a quel momento, affinché fosse assolutamente chiara la sua volontà di voltare pagina per conquistare un nuovo, diverso, più ampio o più giovane pubblico.

Sviluppatasi nel Sud Est, l’industria del country ha sempre avuto il costante obiettivo di conquistare le città del Nord, sin dagli anni Trenta fino ad oggi. Si pensi, a tal proposito alla soddisfazione di Garth Brooks, del suo entourage e dell’intera ‘comunità’ country, quando nel 1997 il Re del new country ‘invase’ New York per la sua storica esibizione al Central Park.

Evidenti dimostrazioni di tale disponibilità ad adeguarsi alla realtà contemporanea, la country music ne ha sempre offerti sin dagli albori. Jimmie Rodgers, The Father of Country Music, in tal senso altro non è che la prima vera star che ha saputo sapientemente fondere il country di origine rurale col blues, il pop e il jazz. E prima di lui Vernon Dalhart, un cantante dall’impostazione classica proveniente da Texas che raggiunse il successo nella New York dei primi anni ’20, il quale registrò The Wreck On The Southern Old 97 nel 1924, dopo averne ascoltato la versione rurale di Henry Whitter su Okeh, con un taglio ovviamente diverso, più commerciale rispetto all’originale. Anche la sua versione, nonostante il cantante non fosse di estrazione country, fa naturalmente parte a pieno diritto della storia di questo genere musicale.

Ciò che differenzia il country pop dal countrypolitan, new country, urban country e Nashville sound è relativo ai periodi storici nei quali sono stati diffusi tali termini piuttosto che a particolari, distinte caratteristiche stilistiche, sono generi che hanno assorbito in maniera massiccia il pop in voga nel proprio periodo storico.
Il Nashville sound di Chet Atkins e di altri importanti produttori come Owen Bradley, è nato negli anni ’50; negli anni ’70 si è evoluto in countrypolitan, country pop e urban country per poi lasciare il posto - dopo una fase in cui i new traditionalist hanno cercato di reinserire i tratti più caratteristici nel tipo di produzione del periodo - al più moderno new country.

Country pop, countrypolitan, urban country e Nashville sound sono gli stili che, seppur con le dovute distinzioni, più si sono avvicinati alla popular music, all’easy listening, alla musica che in Italia viene intesa come ‘leggera’; mentre il new country ha aggiunto al pop una forte dose di rock e altrettanto forti tratti di traditional country, honky tonk e persino di swing.

I più famosi cantanti identificati come esponenti del country pop, nella seconda metà degli anni ’70, sono stati Crystal Gayle, Anne Murray, Kenny Rogers, Ronnie Milsap…
QUALCHE DISCO...
Lorraine
Lori McKenna
Cookin' Cajun
Eddy Raven & Jo-El Sonnier
One More Time
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