New Country
Il new country è il risultato raggiunto dall’accostamento di alcuni ulteriori elementi ad una ricetta popolare che ha saputo sempre adeguarsi ai cambiamenti, dimostrando grande disponibilità a farsi contaminare, ma con un controllo di se stessa che le ha sempre permesso di mantenere integri i propri tratti stilistici essenziali.

A partire dalla seconda metà degli anni ’80, per tutti i ’90, sino ai primi cenni di flessione verso la fine del decennio, il new country si è dimostrato essere il genere musicale che ha venduto di più e in maggiore espansione a livello mondiale.
Le ragioni di tale successo sono da individuare anche in campo extra-musicale. La vasta esportazione in tutto il mondo di un genere come quello della musica country, così come avvenne durante gli anni ’90, con le sue immagini imprescindibilmente legate ai valori, tradizioni e cultura degli Stati Uniti, andrebbe evidentemente considerata non solo come fenomeno di costume, ma anche sociale e culturale.

Pochi Paesi europei riuscirono a lasciare fuori dai propri confini questa ‘nuova onda’ country. Gran Bretagna, Irlanda, Scandinavia, Francia, Svizzera, Repubblica Ceca, Spagna e persino Russia – chi di più, chi poco meno - durante quel decennio ospitarono un notevole numero di artisti americani in tour, videro crescere in maniera esponenziale le vendite di dischi country e il numero di concerti, eventi e festival sul proprio territorio. I CD di Garth Brooks, il più importante esponente del new country, colui che è riuscito a surclassare Madonna e Michael Jackson in numero di copie vendute, che ha conquistato New York con un memorabile concerto al Central Park, furono pubblicati ovunque, in tutti i Paesi europei, eccetto Grecia e… Italia.

La musica country di Nashville, sempre fortemente influenzata dal pop – in special modo dalla fine degli anni ’50 - nei primi ’80 rinvigorì grazie ad un notevole numero di artisti considerati new traditionalist, che reinserirono in essa suoni tradizionali, generi e stili come honky tonk, Bakersfield sound, bluegrass tradizionale e persino piccole dosi di cajun e conjunto. Questi artisti continuarono a portare avanti la loro proposta musicale anche negli anni che seguirono, inserendosi di fatto nel nascente new country, un nuovo genere che dalla metà degli anni ’80 combinò sapientemente il country pop con i suoni riesumati dai neo tradizionalisti, incorporando a quest’amalgama, infine, l’ingrediente che in molti casi si rivelò il più importante, il rock.

Gli artefici di quella che si dimostrò essere solo l’ultima vincente operazione dell’industria discografica di Nashville, questa volta non erano individuabili in pochi elementi come fu negli anni ’50 col Nashville sound di Chet Atkins, i responsabili si contavano in centinaia, migliaia. Si trattava dei migliori ingegneri del suono, tecnici, pubblicisti, manager, produttori e, soprattutto, autori e session men d’America. Una macchina che, dal punto di vista produttivo, riuscì a raggiungere l’apice, la perfezione in un preciso periodo storico che si è rivelò, probabilmente anche a causa della carenza creativa degli altri generi, il momento più importante della storia della musica country.

Il suo parziale declino, intorno alla fine del Millennio, è ancora da attribuire ad una molteplicità di fattori, stavolta tendenti al negativo, ma particolarmente alla ripetitività degli arrangiamenti causata dall’inaridirsi della creatività di quei produttori che da una quindicina di anni facevano la fortuna dell’industria discografica di Music City. Decine di cantanti, bravissimi professionisti che avevano venduto milioni di copie di dischi in tutto il mondo, a questo punto non videro rinnovarsi il contratto, in alcuni casi addirittura dovettero accettarne l’annullamento.

A Music Row, il centro nevralgico dell’industria nashvilliana, da qualche anno dirigenti e produttori sono alla ricerca di brillanti idee che possano invertire questo trend. C’è da scommettere che riusciranno a raggiungere i loro obiettivi: l’intramontabilità della country music è dimostrata dalla sua storia.
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