Outlaws
Quello dei ‘fuorilegge’ – alcuni di essi lo furono davvero – è stato un filone della musica country che si è imposto, ha avuto buon seguito, e si è consumato nel giro di pochi anni, nella prima metà dei Settanta. E’ stato il secondo tentativo, dopo il Bakersfield sound degli anni ’60, di far voltare pagina ad un genere musicale stanco, in mano a orchestre, violini, cori e voci di crooner di mezza età che avevano fatto perdere a questa musica ogni possibile appeal nei confronti dei giovani.

Aveva nel suo DNA la buona vecchia musica honky tonk di George Jones e Carl Smith, il Bakersfield sound di Buck Owens e Merle Haggard, e il country rock dei Flying Burrito Brothers e Gram Parsons. Non tutti gli esponenti di questa corrente erano giovani o nuovi nel panorama della musica country. Waylon Jennings e Willie Nelson erano in pista dalla fine degli anni ’50, il primo attivo nel rock’n’roll (fu anche bassista di Buddy Holly) e nel country, il secondo come interprete, ma soprattutto autore di successo nella Nashville di Owen Bradley e Chet Atkins.

Verso la fine degli anni ’60, con tante storie da raccontare, e desiderosi di farlo con una strumentazione scarna, abbigliamento trasandato e capelli lunghi, insieme ad altri come David Allen Coe, Jessi Colter, Johnny Paycheck e Billy Joe Shaker, diedero, effettivamente, uno strattone al country di Nashville, aprendo la strada a tanti altri artisti, per lo più provenienti dal Texas, che in maniera ancora più scarna ed essenziale cominciarono a far fiorire il campo dei singer songwriter.
QUALCHE DISCO...
Risin' Outlaw
Hank III Williams
Just Another Place
Chris Wall
Gypsy Songman - A Life In Song
Jerry Jeff Walker
It Always Will Be
Willie Nelson
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